Ieri, 11 febbraio, i dipendenti TIM lo ricorderanno come un giorno memorabile, ma non per la finale del festival di Sanremo dove il loro “capo” era sponsor unico, ma come giorno in cui 200 ragazzi vestiti di rosso hanno tentato di affrontare il più grande colosso delle telecomunicazioni, manifestando il dissenso per le politiche aziendali disastrose che stanno “impoverendo” sempre di più i dipendenti. Sperando nell’attenzione da parte dei media, i ragazzi, a pochi metri dall’Ariston, hanno inscenato balletti, coinvolto gente, distribuito volantini dove spiegavano la situazione che stiamo affrontando.
E lì il colpo di scena: i media si sono interessati al problema, forse anche loro smossi da un attimo di orgoglio e con la voglia davvero di aiutare delle persone a risolvere un problema che ormai affligge la popolazione italiana, la questione lavoro.
I ragazzi sono entrati in sala stampa, hanno letto un breve comunicato, e tra gli applausi dei presenti sono usciti.
Per loro, per la delegazione CLAT, fatta di semplici lavoratori senza nessun appoggio sindacale, stato un momento unico.
Loro sanno che la TIM ha un grosso valore economico sul piano pubblicitario, ma loro sul piano umano la superano di gran lunga.