A sinistra: l'assessore Costanza Pireri

“Premesso che i motivi che hanno portato alla chiusura dei 5 nidi domiciliari, frutto di problematiche di carattere sia burocratico che economico, sono state già ampiamente spiegate in Consiglio Comunale, in diverse riunioni e anche tramite gli organi di informazione, a fronte della nuova interrogazione depositata dal gruppo consiliare Fdi e anticipata a mezzo stampa corre l’obbligo di fare alcune precisazioni”, così dichiara l’Assessore ai Servizi Sociali Costanza Pireri.

E aggiunge:
anzitutto va ribadito nuovamente che tutti i bambini dei nidi domiciliari, tutti, avranno il posto garantito negli altri nidi comunali, che sono anch’essi nidi d’eccellenza tanto sotto il profilo educativo-formativo quanto sotto quello logistico-strutturale;

va ugualmente ribadito che la scelta della ricollocazione sarà facoltà dei genitori, che potranno scegliere il nido che preferiscono o in base agli educatori presenti o per la prossimità territoriale, essendo ben dislocati in tutte le zone della città;

va precisato che in questi nidi comunali, strutture d’eccellenza dove i bimbi sono perfettamente seguiti, viene osservato, come da disposizioni di Legge, lo stesso rapporto numerico bimbi-educatori dei nidi domiciliari

Inoltre nei nidi comunali le rette potranno essere modulate in base all’isee, e quindi anche a favore della sostenibilità economica, differentemente dai nidi domiciliari a retta fissa, e prevedono una copertura oraria maggiore

nel leggere il testo dell’interrogazione, corre l’obbligo anche precisare, ancora una volta, che Villa Peppina non chiude. Villa Peppina sarà pienamente operante nell’anno scolastico 2017/2018 e solo dall’anno successivo forse sarà oggetto di cambiamento sede, nell’ottica della riorganizzazione già annunciata, e nell’ambito dei futuri bandi per gare d’appalto da indire per obbligo di Legge;

infine, ulteriore chiarimento necessario ai cittadini e ai genitori, è quello relativo ai 2,5 milioni di euro della Regione a cui l’interrogazione dell’opposizione fa riferimento. Tale cifra corrisponde ad un finanziamento che lo Stato ha stanziato nel 2015 per la nostra Regione per i servizi della prima infanzia e che la Regione ha già utilizzato nella misura di circa 2/3 per il sostegno ai costi di gestione. Al nostro Comune, nel 2015, non è pervenuto nulla e nel 2016 sono pervenuti 10.185 euro per i 5 nidi e 38.703 per gli altri nidi, somma che peraltro è stata utilizzata per sostenere ulteriormente i domiciliari che hanno un costo di oltre 300 mila annui
Altro aspetto di particolare importanza è la ricaduta sul personale che opera nei nidi. Anche per dare adempimento all’ordine del giorno approvato nell’ultimo consiglio comunale, assieme al dirigente, ho incontrato le associazioni sindacali per verificare insieme possibili percorsi a sostegno della continuità lavorativa del personale”.