In Commmissione III l’assessore all’Agricoltura Mai conferma che il percorso di riconoscimento del DOP per le olive taggiasche andrà avanti, nonostante sia sostenuto da appena il 20% del territorio. E il restante 80? L’assessore dice testualmente che “sono d’accordo, ma non lo sanno ancora.” Insomma, sono d’accordo ma… a loro insaputa, marchio DOP della vecchia politica imperiese.
Parole che suonano come una beffa per cittadini, comitati e piccoli coltivatori che da mesi si battono contro un percorso eccessivamente restrittivo e calato dall’alto da un governo regionale sordo alle istanze che arrivano dal territorio. Non possiamo accettare di vedere ridotto a burletta un tema invece serissimo.
Il percorso DOP, così come concepito dalla Regione, è una procedura restrittiva che farebbe sbalzare fuori mercato circa il 70% dei coltivatori locali, tra cui il settore biologico, fiore all’occhiello della produzione ligure. Da mesi, come M5S, chiediamo, invece, l’avvio di un serio percorso partecipato attraverso l’ascolto di tutte le associazioni coinvolte, a tutela della cultivar taggiasca e degli olivicoltori locali. A sostegno di questa battaglia sono già state raccolte 700 firme dal comitato SalvaTaggiasca. In audizione è stata annunciata dallo stesso comitato la presentazione, per i primi di maggio, di un progetto supportato da basi scientifiche a tutela della monocultivar Taggiasca ligure e in grado di garantire la territorialità del prodotto.
L’assessore Mai valuti attentamente questo progetto, anche per garantire quell’indispensabile principio di coesione territoriale, la cui verifica è stata anche richiesta in una mozione precisa di impegno approvata a maggioranza nel consiglio comunale di Imperia il 9 novembre scorso. Si trovi la giusta misura di tutela del prodotto e dei produttori locali, nessuno escluso.
Marco De Ferrari, portavoce MoVimento 5 Stelle Liguria