GENOVA- Intervento a sostegno dei Diritti di Marika Cassimatis e per i Diritti di tutte le Donne in Italia con i Diritti lavorativi meritati ma calpestati.
“Anche noi del “Comitato per gli Immigrati e contro ogni forma di discriminazione” abbiamo saputo che la Procura di Genova ha chiesto l’archiviazione della denuncia di Marika Cassimatis contro Beppe Grillo e Di Battista, sporta per il reato di diffamazione per alcune frasi del 17 marzo u.s. pubblicate sul suo blog.
I reati contestati dal Movimento Cinque Stelle alla vincitrice della Comunarie, annullate successivamente, sono noti, ma particolarmente grave è l’intervista rilasciata al Corriere della Sera, nella quale si legge: «In qualità di garante del MoVimento 5 Stelle, al fine di tutelarne l’immagine e preservarne i valori e i principi, ho deciso, nel pieno rispetto del nostro metodo, di non concedere l’utilizzo del simbolo alla lista di Genova con candidata sindaco Marika Cassimatis»”, commenta la Presidentessa del Comitato Aleksandra Matikj che aggiunge:
“In primis, vorrei esprimere a Marika la nostra piena Solidarietà perché personalmente ritengo che riuscire a vincere onestamente, da Donna e senza le raccomandazioni altrui sia una vittoria meritata, cercare di cancellare tale risultato è già in se un eventuale reato e la mancanza di Rispetto verso chi si è impegnato sinceramente come lei. Questo io lo considero per tutte le Persone, in particolare per le Donne, che in Italia sono andate avanti con le proprie forze e con onore, senza essere raccomandate da nessuno, per tutte noi che in Italia siamo la parte che crede ancora in meritocrazia, in un paese migliore ma soprattutto in un sistema giudiziario che ci tuteli da chi, in generale, con le facili provocazioni cancella i nostri meriti lavorativi. Vedersi strappare dalle mani un successo meritato, vedendoselo annullare con tanto di presunti insulti diffamatori su internet, letto da migliaia di iscritti del Movimento 5 Stelle tra l’altro, merita almeno un‘eventuale opposizione accolta dal Giudice per le Indagini Preliminari e respingendo la richiesta di archiviazione del Pubblico Ministero Walter Cotugno anche perché ricordo molto bene una simile situazione di archiviazione, sua, davanti a diversi fatti, secondo me gravi, che esposi alla stessa Procura di Genova e nella quale segnalavo le frasi altrui tipo:
“Odio i francesi!!!”
o ancora giochi di parole di dubbio gusto:
“Vendo la mia mitica…, cerchi in lega da..,impianto audio… , interni in pelle nera…”
“ma gli interni non erano in pelle umana?”
“infatti in pelle nera umana…”
“ah ok mi sembrava”
“bravo f… che per risparmiare sulla pelle degli animali hai fatto mettere quella umana!”
Purtroppo non sono le sole, ricordo bene anche:
“Guarda il negretto…”
“IMMIGRATI TORNATE A CASA VOSTRA!”
“…siamo pronti ad ACCOGLIERLI….non è la prima volta che li cacciamo e non sarà l’ultima….SIAMO STUFI…..ORA BISOGNA AGIRE!!!! NON FACCIAMO MANGIARE IL PANETTONE A CERTA GENTE…”
e slogan tipo:
“VERGOGNA!!!! RIBELLIAMOCI!!!! NO AGLI ZINGARI A MARASSI!!! PROTEGGIAMO NOI ED I NOSTRI FIGLI!”
Non sono mancati nemmeno i post pubblici, per un ragazzo, come:
“A. RICCHIONE!” 
Tutte queste frasi altrui, postate tranquillamente su Internet, sono state lasciate on line e sono, ovviamente contro noi Migranti e tramite le quali si esprimeva l’ODIO nazionalista, si invitavano gli amici a rispettare di più gli animali che di noi Migranti quelli pelle nera -perché i secondi da scuoiare -, uno di loro viene anche pubblicamente definito il negretto, esattamente come fu detto anche a Mario Balotelli e nonostante l’America, il New York Times e l’Amnesty International Italia indignati in merito, né l’ultima, né gli altri scritti sul Social Network Facebook sono stati presi in considerazione dal Pubblico Ministero Cotugno. Ancora di più non riuscivo a capire di come mai erano inizialmente indagati degli ignoti quando trattavasi sempre della stessa compagnia di amici, conoscenti da tempo e con le famiglie benestanti o molto note perché in parentela con importanti Politici ed Imprenditori regionali e nazionali. Ma, quello che più mi stupiva, era che la maggioranza di loro si erano iscritti in un gruppo denominato:
“Mandiamo a casa Marta Vincenzi e vinciamo le elezioni con Merito…
Qui si contrasta il candidato sindaco rosso, non certo la persona…
Il gruppo ha dato vita al movimento politico MERITO, (per chi sa meritarsi Genova …”
e dove si leggeva per la prima Donna Sindaco a Genova Marta VINCENZI testualmente:
“poco da dire sulla sindaca!!!!!!!!!! lei la puttana……
Duccio Garrone il pappone!!!!!!!!”
In questo ambito, sempre sul conto della Dottoressa Vincenzi fu scritto:
“… Questo è davvero il colmo…Il campo nomadi….ma questa è pazza!!! giuro che se la vedo la gonfio che diventa FIGA a suon di schiaffi…adesso sta esagerando e la zona di Marassi per colpa sua sta diventanto peggio del Cep!! E basta!! Gattara di m…da!…”
per arrivare fino a minacce, più o meno velate:
“noi passeremo alle uova, per adesso!!…”
Mi stupisce tuttora che il P.M. Cotugno abbia richiesto l’archiviazione di quanto sopra citato, ma ancora di più di come chi già coinvolto nelle vicende giudiziarie e con i certificati anagrafici che gli portai, siano rimasti ingiustamente ignoti, non l’ho mai capito.
Oggi, Marika può benissimo opporsi alla archiviazione e portare tutto davanti al GIP. Personalmente invierò in questi giorni anche una lettera al Dott. Procuratore COZZI. Infine, – conclude la Matikj-, non si tratterebbe di un fatto politico ma discriminatorio verso l’ennesima Donna che onestamente riesce onestamente a farcela ma anziché essere premiata in compenso viene ingiustamente messa da parte, con i Diritti lesi. Che non si tratti soltanto di un fatto politico, lo dimostra anche il Segretario del Partito Democratico di Genova Alessandro Terrile che, tra tanti esponenti, scrisse:
“UNO VALE UNO
Ci sarà un giudice a Berlino, si chiedeva il mugnaio di Potsdam.
Un giudice certamente c’è a Genova, che accogliendo il ricorso di Marika Cassimatis ristabilisce un criterio semplice: le regole valgono per tutti. Anche per chi le scrive, e per chi vuole cambiarle in corsa.

Lo stato di diritto è più forte dell’arroganza di Grillo, dei suoi diktat sul blog, dei suoi voti telematici farlocchi.

Non è solo una vittoria della Cassimatis. E’ una vittoria di chi non si arrende all’arroganza. Di chi ha diritto – prima di essere espulsa – almeno di esaminare le contestazioni che le sono mosse.
Oggi a Genova è un Giudice a ricordare a Grillo che, se nel movimento 5 stelle forse no, in uno stato di diritto uno vale davvero uno.”