Gabriele Del Grande, giornalista e documentarista italiano di 35 anni, rinchiuso in un carcere in Turchia dal 10 aprile, in passato a Ventimiglia, al confine tra Italia e Francia, aveva girato alcune scene del film “Io sto con la sposa”. Gabriele era in Turchia dal 7 aprile per interviste a profughi siriani per il suo ultimo libro “Un partigiano mi disse”. Del Grande ha potuto fare una telefonata: le sue parole sono state trascritte e pubblicate sulla pagina Facebook di “Io sto con la sposa”, che Gabriele aveva diretto insieme ad altre tre persone nel 2014.
In quel film durante il viaggio tra Milano e Stoccolma, passando da Ventimiglia alla Francia imboccando piccoli sentieri nelle campagne, per poi raggiungere Lussemburgo, Germania e Danimarca, i protagonisti raccontano le loro storie e i loro sogni sperando soprattutto in un futuro senza guerre frontiere.
Così Gabriele raccontò l’idea di realizzare un libro sull’odissea vissuta dai migranti per arrivare nel Nord Europa per vivere una nuova vita. “A Milano io ed alcuni amici abbiamo conosciuto 5 palestinesi e siriani scappati dalla guerra e giunti a Milano dopo essere sbarcati a Lampedusa. Abbiamo deciso di aiutarli a continuare il loro viaggio senza documenti verso la Svezia, dove volevano chiedere asilo. Visto che stavamo commettendo un reato (favoreggiamento dell’immigrazione clandestina), per non destare sospetti in frontiera ci siamo travestiti da finto corteo nuziale. Abbiamo filmato tutto e l’abbiamo fatto diventare un film”.
Dopo aver concluso le riprese, fu avviata una campagna di crowdfunding sul sito “Indiegogo” per finanziare e finire la post-produzione del film in tempo per candidarlo alla 71ª Mostra internazionale del Cinema di Venezia.