I Carabinieri di Ventimiglia, nell’ambito di una serie di servizi finalizzata al contrasto del fenomeno dello spaccio di stupefacenti e studiando le modalità di spaccio in loco, hanno verificato che i “pusher” catturati nel più recente passato erano a piedi e non residenti nella città intemelia. Hanno pertanto impostato una serie di servizi dedicati al trasporto pubblico che, nel primo pomeriggio di martedì scorso, hanno portato all’arresto di due persone: J.W. tunisino di 34 anni residente a Sanremo e A.A., 28enne libanese, in Italia senza fissa dimora, già noti alle forze dell’ordine per molteplici reati nello specifico settore della droga.
L’arresto è avvenuto grazie allo studio delle abitudini dei pusher: il personale in borghese del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di confine, eseguendo la specifica attività a bordo dell’autobus di linea che collega Sanremo a Ventimiglia, hanno subito notato la presenza dei due soggetti “estranei” al contesto dei viaggiatori pendolari: atteggiamento circospetto, seduti vicino all’uscita, forse traspariva anche una certa agitazione.
Giunti in Corso Genova i Carabinieri hanno quindi seguito i due uomini che, appena scesi alla fermata, hanno cercato di allontanarsi velocemente. Un gesto improvviso – il portare la mano dalla tasca alla bocca – ha indotto i militari a bloccare i due per i controlli del caso: nonostante non siano stati immediatamente trovati in possesso di stupefacente di alcun tipo, il sospetto che si trattasse di spacciatori si è acuito anche col rinvenimento di quasi 1.000 euro in contanti, per lo più di piccolo taglio.
L’atteggiamento preoccupato di entrambi, associato ai numerosi precedenti specifici, ha quindi indotto i Carabinieri ad eseguire più approfonditi accertamenti presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Sanremo; qui, con una radiografia, è stata riscontrata ad entrambi la presenza nello stomaco di diversi ovuli, ingeriti poco prima dell’intervento, con quella mossa scorta dai militari, proprio in limine al controllo.
Ci sono volute 36 ore di ricovero affinché i due extracomunitari, costantemente sorvegliati dal personale della Compagnia di Ventimiglia, riuscissero ad espellere tutti gli ovuli ingeriti, fortunatamente senza conseguenze per entrambi.
Alla fine sono stati 20 gli ovuli recuperati: 17 del diametro di 1 cm. contenuti nello stomaco del libanese, 3 quelli contenuti nello stomaco del tunisino, ma dal diametro di ben 2 cm. ciascuno, tutti contenenti eroina per un peso complessivo rispettivo di 8,5 grammi e 7 grammi.
Una volta dimessi dall’ospedale sono quindi scattate le manette per entrambi i soggetti: nel corso della mattinata odierna saranno sottoposti all’udienza di convalida con giudizio direttissimo.